Riclassificazione aree protette

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IN SINTESI

La nuova legge sulle aree protette l.r. 30/2015  norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale, ha riunito in una unica disciplina coordinata le politiche di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio naturalistico ambientale regionale costituito dal sistema regionale delle aree naturali protette e dal sistema regionale della biodiversità.

A seguito dell’emanazione della l.r. 30/2015 risulta necessario che la Regione Toscana proceda a riclassificare le aree protette così come definite con la l.r. 49/95 (che sono consistite nell’istituzione del sistema delle aree protette del Parco Provinciale dei Monti Livornesi e delle ANPIL e SIR) .

Nel corso del 2018 è stato sottoscritto il “Protocollo d’Intesa per la gestione del Sistema integrato delle aree protette dei Monti Livornesi” da istituire secondo criteri di mantenimento delle tutele e di una gestione unitaria. Il protocollo ad oggi prevede l’istituzione della Riserva Regionale dei Monti Livornesi e delle relative aree contigue e la trasformazione dei SIR di Calafuria e di Monte Pelato in SIC.

L’intero iter che comporta l’adozione di specifico atto da parte del Consiglio Regionale non è ancora concluso.

NEL DETTAGLIO

La disciplina regionale in materia di aree protette e tutela della biodiversità è stata rivista e innovata negli ultimi anni. La legge regionale 30/2015, che ha abrogata, tra l’altro, le previgenti l.r. 49/1995 e  56/2000 rispettivamente in materia di aree protette e tutela della biodiversità, ha ridefinito il  sistema regionale delle aree naturali protette e della biodiversità.
Il sistema delle aree protette è attualmente definito come “l’insieme dei territori costituito dai parchi regionali e dalle riserve naturali regionali” (art. 2), mentre il sistema della biodiversità  risulta costituito principalmente dai siti della Rete Natura 2000: SIC e ZPS oltre ai pSIC -proposti siti di importanza comunitaria – (art. 6), nonché dalle aree di collegamento ecologico funzionale, nonché dagli altri elementi strutturali e funzionali della rete ecologica toscana individuata dal PIT/PPR.

In questo processo di razionalizzazione e semplificazione voluto dalla l.r. 30/2015, non trovano più riconoscimento i previgenti istituti disciplinati dalla lr.. 49/1995 e 56/2000 relativi a:

  • parchi provinciali;
  • ANPIL – aree naturali protette di interesse locale
  • sir – siti di interesse regionale, individuati nell’allegato D della l.r. 56/2000

Conseguentemente, gli articoli 113 e 116 della l.r. 30/2015 dispongono che entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa, la Giunta regionale d’intesa con gli enti locali e i parchi interessati,  sottopone a verifica i parchi provinciali, le aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) e i sir istituiti ai sensi della normativa previgente, valutando esclusivamente la loro ascrivibilità ad una delle tipologie previste dagli articoli 2 e 6 della medesima legge (cioè: parchi e riserve regionali e/o Siti della Rete natura 2000 – SIC/ZPS – ).
Le aree che all’esito della verifica svolta non presenteranno i presupposti per essere riclassificati nelle tipologie previste, potranno ricevere tutela con gli strumenti della pianificazione territoriale degli enti competenti.
Fino alla conclusione del procedimento di verifica, ai parchi provinciali, alle ANPIL ed ai sir continua ad applicarsi la disciplina dettata dalle leggi previgenti.

Con delibera n. 270 del 05-04-2016, la Giunta Regionale ha dato avvio alla prevista verifica per la revisione delle ANPIL, dei Parchi provinciali e dei siti di interesse regionale promuovendo l’attività di concertazione di cui agli art.113 e 116 della L.R.30/2015, al fine di garantire lo svolgimento integrato delle valutazioni anche di ordine tecnico scientifico tramite la convocazione di appositi tavoli di concertazione ai quali partecipano gli Enti locali e gli Enti parco coinvolti.

Il processo di riorganizzazione riguarda, tra gli altri, il territorio dei Comuni di  Rosignano Marittimo, Livorno e Collesalvetti dove sono stati istituiti, ai sensi della L.R.49/95 e 56/2000:

  • il “Parco provinciale dei Monti Livornesi” (istituito con deliberazioni del Consiglio Provinciale n. 936/1999 e n. 163/2000) dell’estensione di ca. 1.330 ettari;
  • le Aree Naturali Protette di Interesse Locale – ANPIL  “Parrana San Martino” e “Colognole” nel Comune di Collesalvetti, “Foresta di Montenero”, “Foresta Valle Benedetta” e “Torrente Chioma”  nel Comune di Livorno e “Parco del Chioma” nel Comune di Rosignano Marittimo, per complessivi 1.970 ettari;
  • i sir (siti di interesse regionale) ”Calafuria” nel Comune di Livorno e “Monte Pelato” nel Comune di Rosignano Marittimo.

Cartografia dell’attuale sistema >>

Il tavolo di concertazione previsto dalla DGR 270/2016 è stato attivato con lo svolgimento di molteplici incontri tra gli enti richiamati ed il settore competente della Giunta regionale, che hanno comportato anche l’adozione di atti deliberativi degli enti interessati per confermare alla regione la volontà degli enti di mantenere un regime di tutela sulle aree considerate nonché avanzare eventuali proposte di riclassificazione.

A seguito di approvazione del relativo schema con Delibera n. 377 del 09-04-2018, è stato infine sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, i Comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti e la Provincia di Livorno per definire un percorso condiviso che porti a completare l’iter di verifica ed addivenire all’istituzione delle nuove aree protette accompagnato da un modello di gestione unitaria e coordinata.

Il protocollo di intesa definisce come prioritaria e coerente con gli obiettivi generali di tutela e valorizzazione propri della verifica in atto la proposta avanzata dai tre Comuni che prevede:

  • la trasformazione dei  territori dell’attuale parco provinciale in una o più  riserve naturali regionali,
  • la trasformazione delle ANPIL “Parrana San Martino” e “Colognole” nel Comune di Collesalvetti, “Foresta di Montenero” e “Foresta Valle Benedetta” nel Comune di Livorno in aree contigue della suddette riserve.
  • l’istituzione di una nuova area contigua nel Comune di Rosignano Marittimo  di collegamento tra la riserva naturale regionale (attuale Parco dei Monti livornesi) ed il SIC in via di istituzione (attuale sir Monte Pelato)
  • la trasformazione delle ANPIL “Torrente Chioma”  nel Comune di Livorno e “Parco del Chioma” nel Comune di Rosignano Marittimo in una nuova area appartenente alla Rete Natura 2000 (SIC/ZPS)
  • la trasformazione dei sir  “Calafuria” e “Monte Pelato” in aree appartenenti alla Rete Natura 2000 (SIC/ZPS)

Nel percorso di riclassificazione è previsto anche venga valutata l’opportunità di estendere le tutele previste dalla direttiva Habitat  all’area marina costiera prospiciente Calafuria (in considerazione dell’importanza delle biocenosi legate al coralligeno), attraverso l’individuazione di un nuovo SIC a mare o l’estensione  della futuro SIC/ZPS corrispondente all’attuale sir Calafuria.

Per la ridefinizione del sistema integrato delle aree protette dei Monti Livornesi è previsto percorso pubblico di partecipazione.

Il 20 Febbraio 2019 è stato convocato il primo incontro del percorso pubblico.

Dal 20/02/2019 al 20/04/2019 sarà disponibile un form per l’invio di un contributo partecipativo la ridefinizione del sistema integrato delle aree protette dei Monti Livornesi al Garante della informazione e della partecipazione per il governo del territorio della Regione Toscana.

Tra Maggio e Giugno 2019 è previsto un secondo incontro del percorso pubblico.

 

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